domenica 5 aprile 2015

La Juve stende l'Empoli grazie a Tevez e Pereira


TORINO - Un altro scalpo. Tevez sale a 17 gol in campionato in 27 partite (25 e 37, considerando anche le Coppe), continua a correre verso la conquista del titolo di capocannoniere, ma soprattutto scardina la porta blindata dell'Empoli e consegna alla Juventus la vittoria che mantiene la Roma 14 punti indietro. L'Apache prosegue nella sua battaglia contro se stesso, prima che contro gli avversari, nel tentativo di spostare sempre più in alto l'asticella personale: soprattutto in questo ultimo periodo è un martello, non sbaglia un colpo, traccia altri arabeschi in una stagione che sta delineandosi
come la migliore della carriera, nel rapporto gol/partite. Allegri aveva detto alla vigilia che una vittoria contro l'Empoli sarebbe stata quasi decisiva per chiudere il discorso scudetto. C'è poco da aggiungere, la classifica e la discontinuità delle rivali sono sotto gli occhi di tutti da tempo. E dopo il missile contro il Genoa, ecco la spingardata terrificante di Tevez contro l'Empoli: tra le proteste dei toscani, comunque all'insegna di un dominio bianconero netto, raramente intaccato dalla pur gagliarda formazione di Sarri, che finora fuori casa aveva perso solo 3 volte. Aprire l'ostrica di Sarri non è mai agevole e se n'è accorta subito anche la Juventus, dominatrice di un primo tempo non particolarmente brillante, ma giocato nei fatti a una porta sola. Tra infortuni ed esigenze di turnover post nazionali, Allegri consegna la regia a Padoin (disciplinato tatticamente e nelle geometrie) con ai fianchi Vidal e Sturaro. Dietro, Ogbonna al posto di Chiellini, in compagnia di Bonucci e Barzagli. Davanti, riecco Llorente con Tevez, subito pericoloso: al 5', tiro dal limite parato da Sepe. L'Empoli si chiude a fisarmonica con ordine e senza particolari ansie, pur concedendo il pallino e trequarti di prato alla Juventus. Ma i bianconeri non forzano troppo i ritmi, il giro palla è più volto al tentativo di aprire dei varchi che a confezionare un pressing realmente oppressivo. Saponara rincula in mediana spesso e volentieri, Valdifiori detta le ripartenze, Mario Rui mette la museruola a Lichtsteiner, invece sull'altra fascia Hysaj patisce maggiormente le discese di Evra. Per Sarri, le manovre offensive trovano più in Pucciarelli che in Maccarone un trottolino insidioso, capace di ballare tra tra le linee difensive dei bianconeri. Ma sono episodi sporadici, come la bordata proprio di Maccarone scagliata nel finale di primo tempo, fuori. La Juventus aveva già insidiato a più ripetizione Sepe: con Tevez, con Bonucci (testa di poco alta), ancora con l'Apache (al 19': Tevez se ne beve tre in un colpo solo in dribbling, si ritrova davanti al portiere, che però aveva già capito tutto ed è bravo a chiudergli lo specchio). Se l'argentino è una molla in azione tra la trequarti l'area, Llorente continua invece a faticare per scovare corridoi liberi o farsi spazio. E il dialogo col pallone non sempre è lindo. Senza costrutto è anche un suo diagonale a metà tempo, da buona posizione. Ma proprio quando l'Empoli comincia a prenotare un intervallo sereno, sullo 0 a 0, ecco la discutibile decisione di Giacomelli, contestata dai toscani: Rugani, pressato da Tevez in area, tocca la palla all'indietro, ma male, con la suola. E Sepe, invece di calciarla di prima intenzione lontano, a scanso di rischi, si accartoccia sulla sfera. Per l'arbitro è un passaggio all'indietro da sanzionare: punizione a due e bordata dell'Apache, imprendibile. A 2' dal riposo la partita si spacca. Nella ripresa l'Empoli torna in campo con la chiara intenzione di alzare il baricentro. E dopo 5 minuti Buffon deve volare in tuffo per deviare in angolo una pericolosa testata di Pucciarelli. La Juventus rifiata, bada a contenere, insegue il massimo risultato con il minimo sforzo. Anche perché martedì è già in programma il match della verità in Coppa Italia con la Fiorentina. Con il controllo palla i bianconeri allentano la tensione, ma alla lunga è sempre Tevez il giocatore più attivo nel cercare di insidare Sepe. Allegri tenta di sfruttare gli spazi più ampi che l'Empoli lascia, con Morata, mandato in campo al posto di Llorente. Mentre Buffon compie almeno un altro paio di interventi decisivi, tra cui uno sui piedi di Pucciarelli. La partita è aperta, il risultato resta in bilico. E così Allegri si arrabbia in panchina: e i suoi tornano ad aumentare l'intensità e a riprendere in mano il pallino. In partite come queste, per la Juve la miglior difesa è sempre l'attacco. Si sommano i cambi su entrambi i fronti, ma la partita tende a sfornare sempre meno pericoli, con i bianconeri più attenti nel controbilanciare i residui attacchi dell'Empoli e ad addormentare le manovre. Fino al 2 0 nei minuti di recupero: altra discesa di Tevez, botta, respinta di Sepe e tocco a porta vuota di Pereyra, entrato al posto di Sturaro. Tutti a casa. E dopo il missile al Genoa, resta il suono nell'aria del nuovo “bombazo” di Tevez, dopo il triplice fischio di Giacomelli. Marco Bonettowww.tuttosport.com

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