La Fame, quella sempre messa al primo posto dall'ex tecnico Antonio Conte, che ha sempre caratterizzato le stagioni dei cinque scudetti consecutivi sembrava ormai passata ma è bastata la sberla contro il Milan e contro la Fiorentina per farla tornare nello stomaco dei Juventini.
A farne le spese la Lazio di Simone Inzaghi che contro la Juve si è vista alle corde dopo poco più di 15 minuti.
La Juve scende in campo con una formazione a trazione anteriore con tutti i cannoni a disposizione in campo, un mix di qualità e quantità con Cuadrado, Pjanic, Mandzukic, Dybala ed Higuain tutti in campo a far vedere di che pasta è fatta la formazione bianconera.
La partita inizia e sono scintille, manovra veloce e sciolta con Dybala e Mandzukic sugli scudi.
Cross di Lichsteiner testa del croato e tiro al volo di Dybala
che batte Marchetti dopo pochissimi minuti dal fischio iniziale della partita.
La Juve non molla l'osso e continua a giocare come se nulla fosse successo e a mettere il sigillo alla partita è Gonzalo Higuain che di piede indirizza la palla dietro le spalle dell'estremo biancoazzurro.
La Juve controlla e gioca bene senza mai rischiare nulla, gioca con piglio e determinazione e sfiora in parecchie occasioni il Goal del terzo sigillo.
Sopratutto Dybala è il giocatore che si trova tra i piedi la palla del 3 a 0 ma la sciupa in più di un'occasione.
Allegri continua a dare spazio anche a Pjaca che lotta e si muove in campo ma sbaglia anche lui in più di un'occasione la rete del terzo sigillo.
La Juve vince e non molla la preda, la Lazio si inchina e allo Stadium le aquile non osano nulla.
Adesso sfida con il Milan prima del Sassuolo in campionato.
Contro i rossoneri l'occasione per dimostrare la propria forza e per sovvertire i risultati precedenti con la squadra Milanese.

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