sabato 21 marzo 2015

Juventus e Monaco El Tigre oltre alla champions


Il 14 e il 22 aprile, nei giorni in cui il destino ha deciso di far incrociare Juventus e Monaco, le attenzioni principali saranno concentrate sulla battaglia in campo. Ma chi non parteciperà alla disfida perché agghindato da gran sera, in giacca e cravatta e non in mutandoni, troverà il tempo per affrontare questioni che esulano dalla contingenza e guardano con favore in prospettiva. Si ragionerà (anche, magari soprattutto) di mercato fra le dirigenze dei campioni d’Italia e dei monegaschi, a margine dei tradizionali pranzi ufficiali che anticipano la contesa sul prato. Beppe Marotta e Fabio Paratici sono prontissimi a (ri)mettersi a tavolino per tornare a discutere con la controparte di elementi già sondati, seguiti, osservati, quasi braccati in certi casi. Radamel Falcao è il capo della mini-
truppa sulla quale si sono posati gli occhi degli scout juventini, altri compagni seguono a ruota. El Tigre nel motore Allo Stade Louis II almeno un accredito per il club bianconero è sempre pronto. E nel Principato lo sbarco è più volte avvenuto non tanto per prendere appunti sull’impianto di casa (lo Stadium contiene più del doppio degli spettatori...), piuttosto per visionare potenziali elementi da trattare in sede di calciomercato. I giovani Geoffrey Kondogbia e Anthony Martial, ad esempio, hanno scatenato le fantasie dei top club d’Europa, mentre Falcao è un caso a parte: si presentò a Montecarlo con un curriculum già corposo, fatto di 142 gol fra Porto e Atletico Madrid (comprese due Europa League di fila) dal 2009, anno dell’approdo nel Vecchio Continente dal River Plate. Al Monaco, che se lo assicurò a fine maggio 2013 girando un assegno di 60 milioni di euro (come recitava la clausola rescissoria fissata dai Colchoneros) il colombiano ha inciso poco: dopo un buonissimo avvio di stagione, il 22 gennaio successivo il ginocchio sinistro fece crac, con conseguente rottura del crociato e forfait automatico al Mondiale brasiliano. In extremis, al tramonto del mercato estivo 2014, ecco il passaggio in prestito al Manchester United per cifre che fanno ancora pensare: 12 milioni per il “noleggio”, altri 55 in caso di riscatto. Un’eventualità, quest’ultima, più volte negata dai Red Devils, mentre la punta non ha mai nascosto che, tornando indietro, non avrebbe fatto questa scelta. Aggiungiamoci il fatto che, oltre ad aver rotto palesemente con Louis Van Gaal (5 gol in 23 presenze sono degna testimonianza del mancato feeling con un bomber che altrove aveva fatto faville), Falcao non ha nessuna intenzione di restare al Monaco da dove ripartirà verso un’altra destinazione di livello internazionale, e il piatto è pronto. Solo che la Juve, dinanzi all’attuale ingaggio del colombiano - 12 milioni netti - non ci sentirà mai. Fonte Tuttosport.com

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